«Torno con grande gioia a Sanremo, dove l’anno scorso sono stato accolto molto bene. L’Ariston è il palco più famoso d’Italia ed esibirmi dal vivo era il sogno che volevo realizzare quando ho iniziato a fare video su Internet. Una promessa fatta al mio fedele pubblico, che ora posso mantenere nel modo migliore».

A parlare è Filippo Caccamo, il comico lodigiano che sui social vanta centinaia di migliaia follower. Applaudito anche in tv a “Eccezionale Veramente” e “Colorado TV”, Caccamo sarà stasera alle 21 all’Ariston per presentare le sue “Filippiche”, esilarante carrellata di sketch sul mondo della scuola. I biglietti dell’evento sono in vendita su Ticketone oppure al botteghino a 36 euro e 33 euro per la platea, 29 euro e 27 euro per la galleria.

Caccamo, che con Sanremo ha un legame particolare, visto che si è avvicinato alla recitazione con un laboratorio scolastico dedicato a Calvino, porterà in scena un canovaccio rielaborato, oltre che rinnovato, rispetto al 2023, rinforzato da una componente sociale che analizza in maniera più seria il rapporto tra docenti e alunni.

Insegnante di lettere di una scuola media, attualmente in pausa per far fronte ai tanti impegni teatrali, Caccamo, noto per le battute fulminanti che in pochi istanti riescono a strappare risate fragorose, attinge dai paradossi e dalle idiosincrasie che talvolta sorgono tra i banchi e la cattedra di ogni aula.

«Perché – spiega – la realtà è più assurda e quindi più divertente della fantasia. Le prof strampalate che interpreto nei miei sketch, grazie a opportuni travestimenti, sono un concentrato di quanto di bizzarro abbia visto e sentito di persona. Del resto, ogni lavoro può essere fonte di stress e innescare reazioni che da spettacolari diventano spettacolo. A una parte dichiaratamente comica, ne aggiungo una più riflessiva, intima, affidata a un monologo finale nel quale rimarco l’importanza del confronto e dialogo tra il docente e i suoi alunni per una crescita reciproca. Lo show offre anche il mio repertorio di parodie musicali, che trasforma celebri canzoni in altre gag a tema scolastico, come “Sarà perché insegniamo”, “Maledetta prima ora”, “Notte prima degli esami” e altre ancora più strane».