Ormai assorbito dagli impegni a teatro, l’ex insegnante Filippo Caccamo non dimentica le aule scolastiche. La vita di alunni e professori, il cui racconto ironico ha ispirato i primi video sui social che lo hanno fatto conoscere a migliaia di colleghi, continua infatti a essere il tema portante dei suoi spettacoli.

Anche in «Fuori di tela», in scena oggi alle 20.45 all’Odeon tra i «fuori abbonamento» della stagione teatrale di Biella, promossa dal Comune e organizzata dal Contato del Canavese, ritornano quindi i suoi personaggi, seppur in un contesto diverso dal solito. Il nuovo monologo di Caccamo, infatti, racconta la visita di una scolaresca a un museo e il confronto con le opere dei grandi maestri della storia dell’arte offre lo spunto per parlare di molti altri temi del presente. Caccamo, che è laureato in Storia dell’arte e beni culturali all’Università Statale di Milano, ha intrecciato il tema della sua formazione al mondo che gli è più congeniale.

«Lo spettacolo è nato per abbandonare un po’ le tematiche precedenti. L’idea era infatti di rendere comica e leggera la storia dell’arte. Ho immaginato un percorso tra le opere degli artisti che hanno saputo rompere gli schemi. Li racconto con l’idea di fare emergere la loro umanità. L’arte è fatta da essere umani, quindi è piena di errori e contraddizioni profondamente umani».

Se Caravaggio ha, di fatto, inventato la fotografia moderna, catturando l’immagine in movimento, Giotto è stato il primo a rappresentare il cielo azzurro sostituendolo ai fondi dorati e a inserire le emozioni nelle rappresentazioni facendo piangere le figure dipinte. Ci sono inoltre la banana di Maurizio Cattelan, la «Merda d’artista» di Piero Manzoni e i tagli da cui Lucio Fontana «fa uscire l’arte dalla tela», un’idea che ha ispirato il titolo dello spettacolo.

Ogni opera evoca uno psico-dramma quotidiano, legato appunto al contesto scolastico, e offre lo spunto per parlare della realtà di oggi, in modo ironico e surreale. Ritornano quindi i personaggi classici dei racconti di Caccamo a partire dalla Carla: è lei ad accompagnare gli alunni nella visita al museo.

«I miei personaggi sono tutti ispirati a figure reali. Sono colleghi che prendo un po’ in giro, ma sempre bonariamente, facendone delle macchiette. Nessuno si è mai offeso, anzi, chi in qualche occasione non viene citato, di solito mi chiama per farmelo notare. Anche il pubblico se li aspetta. Si è creato intorno a questo mondo un affetto che ogni volta sorprende anche me. Mi rendo conto che sono proprio gli insegnanti a godersi maggiormente i miei spettacoli. Credo ci fosse bisogno di raccontare la scuola in modo diverso e di liberare la figura dell’insegnante da una maschera troppo rigida. Nei miei spettacoli cerco di stemperare le tante difficoltà che s’incontrano, attraverso una risata collettiva che fa sentire tutti un po’ meno soli».

Anche Filippo Caccamo non sarà completamente solo in scena a Biella. Gli faranno compagnia i capolavori dell’arte, proiettati su due schermi.

«Anche se parlo di opere molto note, ho pensato che fosse importante mostrarle al pubblico. Questo ha richiesto un lavoro tecnico. Anche la regia è diversa dal solito. Non ci sono pezzi di repertorio, tutto è stato pensato per questa situazione. Una scelta più impegnativa, ma che rende lo spettacolo molto più teatrale rispetto ai precedenti».